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  Veronica Jane Gatti realizza mosaici e icone secondo le tecniche originali tramandate da millenni,
  utilizzando materiali genuini come gli smalti di vetro, il marmo, il legno massello, la foglia oro, l'uovo. La sua ricerca artistica è rivolta alla sapienza degli artisti antichi, alla brillantezza dei colori naturali e all'originalita che trova spazio nella tradizione. Mosaici, icone e miniature vengono fatti su commissione.

 

Santa Famiglia, 2012, dettaglio.

Mi e' stato chiesto di realizzare l'icona della Santa Famiglia con scene della vita di Gesù in occasione del 25esimo della Parrocchia della Sacra Famiglia di Pisanova.
Da quando Dio si e' incarnato nella persona del Figlio ci ha rivelato il suo Volto e da allora la sua Immagine viene ripetuta nelle icone sacre.
Nelle icone di Cristo e' presente sia la natura umana che quella divina e per questo ci avvicinano al mistero dell'incarnazione. Pregando davanti alle icone permettiamo alla luce divina che e' Sapienza di penetrare nel nostro cuore.
Per rappresentare la Santa Famiglia abbiamo scelto la struttura della Deesis, ossia la supplica dei Santi per l'umanità, così da avere un'icona basata su un'idea teologica e riconoscibile sia in ambito cattolico che ortodosso.
Nella storia iconografica non esiste  un modello canonico per questo soggetto ma piuttosto tanti modelli recenti privi di un'idea teologica.
I canoni delle icone si tramandano dai primi secoli della Chiesa : ogni forma e ogni colore ha un significato simbolico e unisce la Bellezza di Dio al Simbolo senza l'uso del naturalismo o dell'illusione prospettica.
Le icone non ci danno l'illusione della forma ma l'idea della forma.
La prospettiva non e' scorretta ma rovesciata, per permettere al Regno di Dio di venire verso di noi mentre preghiamo.
Nell'icona della Santa Famiglia Cristo e' rappresentato come l'Emmanuele nella disputa al Tempio, quindi e' l'immagine di un bambino che cresce portandoci la Sapienza.
La Sapienza divina e' sottolineata dal trono irradiato d'oro che e' immagine del trono di Salomone; lo schienale semicircolare verde e' l'arcobaleno, uno dei simboli della Sofia, congiunzione tra mondo terreno e mondo celeste.
I raggi dorati del trono e della veste sono la Sapienza di Dio che si riversa sugli uomini.
Sopra nel cerchio c'e la Trinità che costituisce la famiglia celeste di Gesù, mentre ai lati ci sono sei scene della vita terrena vissuta con Maria e Giuseppe, formando una famiglia unita nelle feste e nelle difficoltà.
Per concludere l'icona e' la rappresentazione della Santa Famiglia di Gesù che esprime la devozione dei genitori verso il Figlio di Dio, incarnazione della Sapienza che Dio dona all'umanità.


Arcangelo Michele Arcistratega delle Forze Celesti, 2011

 

 

 

 

San Giorgio uccide il drago

 

Frequentemente rappresentato, san Giorgio è un martire dell’inizio del IV secolo, proveniente dalla Cappadocia, Asia Minore. La sua storia è avvolta dalla leggenda, diffusasi dal V secolo, di cui l’episodio più rappresentato è l’uccisione del drago. Si narra infatti che giunto in Libia come tribuno militare, incontra la figlia di un re di una città pagana ,e la ragazza gli spiega di essere destinata a venire data in pasto a un drago, che viveva in uno stagno.

 

L’immagine di San Giorgio guerriero viene ampiamente diffusa in tutto il mondo cristiano a partire dal X-XI secolo e impersona il difensore coraggioso della fede cristiana.

San Giorgio impersona la costante lotta del bene e del male e della vittoria del bene con la fede. I colori hanno profondi significati simbolici: il rosso è il colore del sangue del martire, il verde il colore della vita saggia e veridica, il bianco della santità. In altre icone il drago esce da una grotta nera, simbolo degli abissi del male. In Toscana troviamo una splendida chiesa dedicata a San Giorgio a Montemerano, in Maremma, con affreschi del XV secolo.

Il re e la regina assistono al miracolo

dettaglio di Il miracolo di San Giorgio e il drago,2011

 

 

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